Mercoledì 17 gennaio 1968
10:55 a 12:05 a.m. Flessibilità alla sbarra (di fronte e di lato)
esercizi per la braccia alla macchina
addominali e salto con la corda –4 serie
12:15 p.m. Addominali
a) elevazioni frontali – 5 serie
b) elevazioni laterali (obliqui) – 5 serie
c) addominali – 5 serie
1:45 p.m. 400 pugni (con le nocche centrali)
jab di dita – 4 serie
avambraccio/polso (isometrici)
Guardie (posizioni)
Esercizi isomatrici da seduto
2:40 p.m. Esercizi isometrici da seduto – 2 serie
3:30 p.m. Corsa
7.30 p.m. Seduta fotografica alla palestra di Chinatown con Ted Wong e Dan Ionosanto
Martedì 16 gennaio 1968
10 a.m. 500 pugni
11 a.m. addominali:
a) elevazioni laterali (obliqui) 5 serie
b) elevazioni gambe 5 serie
c) addominali 5 serie
12 p.m. Avambraccio/polso (isometrici)
3:45 p.m. Correre
4:30 p.m. guardie (posizioni)
esercizi isomatrici da seduto 2 serie
500 pugni
350 jab di dita
9:30 p.m. allenamento al sacco da boxe (overhand) clicca qui per acquistare il sacco
500 pugni al sacco
Sabato 20 febbraio 2010
Lezioni private
con Roby
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JEET KUNE DO CONCEPT E ORIGINAL
Dopo la scomparsa di Bruce Lee le origini e la divulgazione del Jeet Kune Do premessa importante; i cambiamenti spesso spaventano ma aiutano a migliorare. Il confronto è l'unica cosa che ci permette di cambiare e di evolvere. da ricordare subito che dopo la scomparsa del grande si jo Bruce Lee, solo pochi dei suoi allievi hanno continuato la pratica e soprattutto la divulgazione. Da sottolineare Dan Inosanto, Richard Bustillo, Taky Kimura, Jesse Glover. Solo Dan Inosanto e Richard Bustillo hanno fin da subito lavorato come insegnanti di Arti Marziali e per un periodo hanno anche lavorato insieme nella stessa palestra a Los Angeles - Taky Kimura ( il più grande e importante amico e assistente ) e Jesse Glover hanno invece continuato a insegnare le metodologie originarie di Bruce Lee . Hanno continuato a divulgare il jeet kune do secondo quello che prettamente Bruce Lee ha insegnato a loro. - 25 anni dopo la scomparsa di Bruce Lee, Linda ( moglie di Bruce Lee ) riorganizza tutti gli ex studenti di Bruce Lee riunendoli in una organizzazione chiamata NUCLEUS ( di cui presidente viene nominato Richard Bustillo ) Obiettivo della Nucleus, diffondere l'arte, lo spirito e le metodologie di combattimento di Bruce Lee nel mondo..l'organizzazione Nucleus funziona molto bene nei primi momenti dalla sua nascita, ma poco qualche tempo i Dan Inosanto prende le distanze soprattutto da coloro che all'interno del NUCLEUS dicono di possedere la vera via del JKD . Un forte oppositore delle metodologie di Dan Inosanto fu Ted Wong ( altro studente di Bruce Lee, usato da lui spesso per le lo studio delle coreografie dei suoi film in quanto molto simile fisicamente )
Da questo momento si creano due scuole di pensiero legate al mondo del JKD, una spinge verso i concetti, i principi cioè ti chiede di essere aperto a tutti gli stili di lotta, ( Dan Inosanto, Bustillo ) l'altra spinge per una divulgazione a modello "fotocopia", cioè si limita a riportare gli insegnamenti originari di Bruce Lee quando era in vita e questa viene battezzata come Jun Fan Jeet Kune Do ( Ted Wong etc.. Nucleus ) Questa contrapposizione si spinge agli eccessi in entrambe le fazioni, l'una si concentra troppo nel ricercare e accumulare molte tecniche, l'altra diventa molto chiusa in sè stessa. Linda decide quindi di riavvicinare Dan Inosanto ottenendo una chiara riappacificazione, ma ormai nel mondo si erano formate molte scuole di faziosità opposte e questo ha generato molta confusione. A seguire gli eventi Richard Bustillo si dimette dalla carica di presidente della Nucleus in quanto da parte di molti altri allievi di Bruce Lee non rispettavano gli accordi interni e volevano a loro volta creare lo loro indistinte scuole di JKD, mantenendo però eccellenti rapporti con Dan Inosanto e con Taky Kimura oltre che naturalmente alla famiglia di Linda ( moglie di Bruce Lee ) In seguito la Nucleus divenne come una meteora che si frammentò in mille pezzi dando vita a " ogni uno fa per sè " cioè ogni ex studente di Bruce Lee si senti' in qualche modo autorizzato a continuare nel percorso e soprattutto l'interesse economico mondiale ha fatto nascere decine di scuole anche non proprio delle migliori. Io personalmente Luca Marinello ho avuto modo di diventare studente diretto di Richard Bustillo e Taky Kimura avendo così la possibilita' di conoscere a fondo le diverse e differenti correnti tecniche e filosofiche legate a questo grande mito. inoltre sono allenato anche da Dan Inosanto e altri membri del ex Nucleus creando in me' una chiara visione di cosa e' il Jeet Kune Do. ( RIEMPIRE UN BICCHIERE PER POI SVUOTARE IL NON UTILE ) e questo processo si può attivare solo conoscendo tutte e due le correnti di pensiero. le origini e i concetti ecco perché di Jeet Kune Do ne esiste uno solo ! formato di storia e di espressione personale. Il Jeet Kune Do oggi, viene troppo spesso venduto senza averne autorizzazione e questo danneggia chi ha una vera accademia internazionale. Purtroppo non essendoci un ente mondiale che coordina la divulgazione, molti sono gli improvvisati e molti sono gli studenti che finiscono da costoro. Per qualche strana ragione, vince il principio che la cosa più importante e' che in fondo se ne continui a parlare ( e forse il mito continuerà in eterno )
...noi non facciamo cose giuste o sbagliate, ma semplicemente quello che e' necessario !
30 marzo 2009
Luca Marinello
PRINCIPI PRATICI DEL JEET KUNE DO
Bruce Lee lasciò una grande quantita' di consigli, studi, scritti, appunti personali e pubblici riguardo al JKD.
1. Rigorosa economia strutturale nell'attacco e nella difesa (attacco: arti avanzati vivi/difesa: mani che trafiggono).
2. Armi versatili, calci e pugni sferrati "con arte senza arte", senza attenersi ai metodi, per evitare parzializzazione
3. Ritmo spezzato, mezzo ritmo e ritmo intero o ritmo di trequarti (ritmo del JKD nell'attacco e nel contrattacco)
4. Allenamento coi pesi, allenamento scientifico supplementare e messa a punto completa
5. Movimenti diretti, il "movimento diretto del JKD" in attacchi e contrattacchi sferrati dalla posizione in cui si é (senza modificarla)
6. Tronco mobile e lavoro di gambe disinvolto
7. Materia morbida e tattiche di attacco imprevedibili
8. Corpo a corpo spietato:
* a. abbattimento con astuzia
* b. atterramento
* c. presa stretta
* d. immobilizzazione
9. Irrobustimento dell'intero organismo (allenamento totale e allenamento mediante contatto, su bersagli mobili)
10. "Armi" potenti rese aguzze dal continuo "affilamento"
11. Espressione individuale e non produzione di massa, vitalità e non morta applicazione di regole classiche (comunicazione vera)
12. Oltre ai movimenti fisici, cura la 'continuità dell'io che si esprime'
13. Totalità, non frammentarietà strutturale
14. Rilassamento e insieme potente penetrazione. Ma un rilassamento ricco di elasticità, di scatto, non un corpo fisicamente rilassato. E versatilità mentale(interiore)
15. Flusso ininterrotto (movimenti rettilinei e curvi, in alto e in basso, verso destra e verso sinistra, passi laterali, oscillazione verticale e circolare del busto, movimenti circolari con le mani)
16. Atteggiamento ben bilanciato durante il movimento, costantemente. Continuità fra massima tensione e massimo rilassamento. »
(da il Jeet Kune Do. Il libro segreto di Bruce Lee)
"Usa nessun metodo come metodo avendo nessun limite come limite".
BRUCE LEE
1 PRIMA GENERAZIONE
SiGung Taky Kimura
Guro Dan Inosanto ...
Grand Master Richard Bustillo..........
Sifu Ted Wong ...
Sifu Steve Golden ...
Sifu Bob Bremer ...
Sifu Herb Jackson ...
Sifu Pate Jacobs ...
Sifu Tim Tackett ...
Sifu Jesse Glower ...
Sifu Jerry Poteet
2 SECONDA GENERAZIONE
Sifu Luca Marinello ...
LA DISCIPLINA NELLE ARTI MARZIALE
IL SALUTO
D'estrema importanza è il Saluto .Ecco il motivo per cui, nel dôjo, è di estrema importanza eseguire correttamente il saluto di apertura e di chiusura della lezione per onorare il fondatore, per dare inizio allarmonizzazione tra i praticanti
IL SILENZIO
Fondamentale, nella pratica delle arti marziali è la concentrazione. La concentrazione assume un significato diverso da quello che noi occidentali siamo abituati ad attribuirle: per lo Zen, concentrarsi, non significa pensare intensamente a qualcosa, bensì, lopposto, in altre parole, evitare di riflettere ed elaborare pensieri che ci distoglierebbero dalla vera essenza della pratica.
LA COMPOSTEZZA
Un guerriero, un samurai era distinguibile per leleganza della sua persona e dei movimenti .
La compostezza è simbolo di concentrazione e di rettitudine mentale. Un buon praticante è composto sempre, nel dôjo come nella vita di tutti i giorni.
Nel dôjo, oggi, la compostezza del praticante inizia a manifestarsi già nello spogliatoio nel quale non bisogna avere un comportamento inopportuno e nel quale bisogna rimanerci giusto il tempo di indossare la divisa.
Nel momento in cui si sale sul Tatami, bisogna chiedere il permesso al sensei o al grado più alto su esso presente, una volta ottenuto il permesso bisogna voltarsi con la schiena rivolta al Tatami e da questa posizione salire prima con il piede sinistro, poi con il destro, salutare limmagine di O-Sensei e prendere posto in silenzio in ordine di grado, se ciò non è possibile non bisogna disturbare il compagno che è già seduto ed ha iniziato lo zazen (maditazione seduta), ma sedersi al primo posto libero, dopo di che, con schiena diritta e corpo rilassato si da inizio allo zazen fino al comando del sensei.
Durante la pratica della tecnica, è assolutamente vietato parlare con il proprio compagno dallenamento, distrarsi, salutare amici al di fuori del Tatami o compiere azioni che non siano strettamente legate con lallenamento (come bere o firmare il registro delle presenze).
Infine, durante la pratica di una tecnica, sia uke, che tori devono mantenere un atteggiamento marziale ed essere sempre attenti a ciò che succede, per salvaguardare la propria incolumità e quella dei propri compagni.
INDOSSARE LA DIVISA
Indossare correttamente la divisa fa parte dellallenamento ed è indica che si è concentrati fin da quando si entra nello spogliatoio.
IL RISPETTO
Sul Tatami esiste una gerarchia che bisogna rispettare, da un lato perché fa parte della tradizione di cui anche noi (e non solo i giapponesi) siamo custodi, dallaltro, affinché sul Tatami sia più facile mantenere la disciplina ed un retto comportamento.
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